Oggi vi voglio raccontare dell'album musicale che, da adolescente, mi ha fatto "vedere" oltre la musica classica (che suonavo al pianoforte!) per scoprire il mio gruppo rock tutt'ora preferito: i leggendari Queen. Sto parlando della mitica raccolta Greatest Hits II. Tutto ebbe inizio da uno spot TV!
Era un freddo inferno della mia adolescenza quando Antonio, il mio compagno di banco delle scuole medie, mi presto una musicassetta (senza tracklist!) di un "nuovo" gruppo inglese dove figurava la canzone che accompagnava lo spot TV dell'autoveicolo Seat Toledo. Il brano ripeteva nel ritornello il titolo: I Want It All. Sarà che ho sempre avuto un debole per le automobili, sarà che il rosso è stato sempre il mio colore preferito ma, istantaneamente, sono stato rapito da quel riff di chitarra così deciso ed impetuoso, oltre alle parti corali, tanto da spingermi ad indagare sull'identità degli autori: i Queen. Incominciai così ad ascoltare, giornalmente e ciclicamente, le due mitiche raccolte Greatest Hits, Greatest Hits II e l'album Innuendo che mi hanno letteralmente sconvolto e così oggi possiedo tutta la loro discografia originale più alcuni CD bootleg ed album solisti dei quattro componenti del gruppo: Freddie Mercury (voce principale, pianista e tastierista), Brian May (chitarrista principale e seconda voce), Roger Taylor (batterista, percussionista e seconda voce) e John Deacon (bassista).
Buon ascolto e lettura della mia recensione.
1. Introduzione
Pubblicato nell'ottobre del 1991, "Greatest Hits II" dei Queen è una monumentale raccolta che sintetizza la seconda e più commerciale decade della band britannica, coprendo gli anni dal 1981 al 1991. Con una durata totale di circa 76 minuti (Long Play CD), l'album racchiude la transizione del quartetto da pionieri dell'hard rock teatrale a maestri indiscussi del pop rock da stadio e del synth-pop. È un disco che arriva in un momento drammatico e crepuscolare per la band, pubblicato appena un mese prima della tragica scomparsa del frontman Freddie Mercury. Il sound, intriso di sintetizzatori, batterie elettroniche e ritornelli giganteschi, può essere accostato alle produzioni più patinate degli anni '80 di artisti come David Bowie (non a caso co-protagonista in uno dei brani), il pop elettronico di Elton John di fine decennio o l'arena rock ultra-prodotto dei Def Leppard, chiarendo subito all'ascoltatore che qui non troverà il rock grezzo degli esordi, ma inni globali progettati per riempire le arene.
2. Copertina
La cover art dell'album è sobria, elegante e dal profondo sapore araldico. L'elemento centrale è lo storico logo dei Queen (il Queen Crest), originariamente disegnato dallo stesso Freddie Mercury, studente di arte e design. Il logo, che qui campeggia in una raffinata goffratura dorata su un fondo blu notte quasi nero, intreccia i segni zodiacali dei quattro membri: due leoni per Roger Taylor e John Deacon, un granchio (Cancro) per Brian May e due fate (Vergine) per Mercury, il tutto sormontato da una fenice. In relazione al momento storico della band, questa scelta visiva abbandona le fotografie patinate per ergere i Queen a vera e propria "istituzione" musicale. È un sigillo di longevità e di unità: nonostante le turbolenze degli anni '80, il gruppo si presentava come un'entità indivisibile, quasi reale.
3. Tecnologia
Dal punto di vista produttivo e tecnologico, l'album fotografa il passaggio definitivo della band dalla registrazione puramente analogica a quella digitale, con un uso massiccio di sintetizzatori (come il Roland Jupiter-8), campionatori e drum machine (Linn LM-1). I brani, molti dei quali nati nei Mountain Studios di Montreux sotto la supervisione di David Richards, presentano un missaggio incredibilmente stratificato, volto a massimizzare l'impatto radiofonico. Se gli strumenti acustici subiscono spesso un trattamento di compressione spinto, la chitarra Red Special di Brian May mantiene la sua vocalità distintiva, incastrandosi chirurgicamente in arrangiamenti dominati dalle macchine. Oggi l'ascolto di questa compilation beneficia enormemente dei remastering effettuati nel 2011 da Bob Ludwig: l'album è infatti fruibile sia in formati fisici solidi (come le edizioni in vinile da 180g, gli UHQCD giapponesi, CD o SACD stereo) sia nei moderni formati liquidi Hi-Res (96kHz/24bit), che restituiscono respiro alle dinamiche orchestrali spesso appiattite dai master originali degli anni '80.
4. Brani
Nonostante si tratti di una raccolta, la coesione della tracklist è sorprendente; l'album scorre non come una semplice lista di singoli, ma come la trionfale setlist di un imponente concerto dal vivo. Sonoramente, spicca la maestosità di Innuendo, con il suo incedere a ritmo di bolero e l'inaspettato, virtuosistico intermezzo di chitarra flamenca (suonato da Steve Howe degli Yes), che si contrappone alla ritmica marziale di Radio Ga Ga, dominata da un giro di basso sintetico che fa da fondamenta a un ritornello esplosivo. Under Pressure si regge tutto sull'iconico ostinato di basso di John Deacon, uno dei riff più celebri del Novecento.
Analizzando l'efficacia dei testi, The Show Must Go On rappresenta senza dubbio il vertice emotivo, teatrale e narrativo dell'opera. Il brano racconta la determinazione dell'artista di fronte all'imminente fine, trasformando la malattia in un maestoso atto di resistenza scenica. Come canta Mercury con un'intensità vocale straziante (di cui riporto un breve estratto):
Empty spaces, what are we living for?Abandoned places, I guess we know the score,On and on, does anybody know what we are looking for?(Queen, The Show Must Go On)
Puoi trovare il testo completo di questo brano, così come degli altri, effettuando una ricerca su Google per accedere ai canali con le liriche licenziate.
Di seguito la tracklist integrale con le relative durate:
1. "A Kind of Magic" (early fade) 4:222. "Under Pressure" (edited version) 3:583. "Radio Ga Ga" 5:434. "I Want It All" (single version) 4:015. "I Want to Break Free" (single remix) 4:186. "Innuendo" 6:277. "It's a Hard Life" 4:098. "Breakthru" 4:099. "Who Wants to Live Forever" (edited version) 4:5710. "Headlong" (original Innuendo LP edit) 4:3311. "The Miracle" (early fade) 4:5412. "I'm Going Slightly Mad" (original Innuendo LP edit) 4:0713. "The Invisible Man" 3:5814. "Hammer to Fall" (single version) 3:4015. "Friends Will Be Friends" 4:1016. "The Show Must Go On" (early fade-out) 4:2317. "One Vision" (single version) 4:01
5. Conclusione
"Greatest Hits II" non è soltanto un contenitore di successi commerciali, ma un vero e proprio testamento musicale. A livello critico, si potrebbe argomentare che questa raccolta soffra leggermente l'estetica plastica tipica degli anni '80, perdendo in parte la raffinatezza e l'imprevedibilità progressive che avevano caratterizzato capolavori degli anni '70 come A Night at the Opera. Consiglierei l'album senza riserve a chi cerca una colonna sonora motivazionale, potente e ricca di melodia, perfetta per comprendere l'impatto dei Queen sulla cultura popolare moderna. È un ascolto meno indicato, invece, per i puristi del rock crudo e suonato "in presa diretta", poiché qui regna la perfezione dello studio di registrazione. Nel suo genere, tuttavia, rimane una pietra miliare ineguagliata per capacità comunicativa.
Voto finale:
9.5/10
Spero con questo post di avervi incuriosito a continuare la lettura del mia pagina dedicata alla COMUNICAZIONE.
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